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  • RIFUGIO SICURO

    “Rifugio sicuro”, un progetto di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati.

    Il Comune di Termoli, in partenariato con i Comuni di Ururi e Larino, è dal 2011 l’ente capofila di uno dei 430 progetti di accoglienza afferenti al Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e dei Rifugiati. La gestione del progetto locale è affidata alla Caritas diocesana di Termoli- Larino, che opera in collaborazione con il Consorzio Aid Italia. Ad oggi, nel Gennaio 2016, il progetto ha una disponibilità di accoglienza di 65 persone, delle quali 40 nel comune di Termoli, 20 nel Comune di Ururi e 5 nel Comune di Larino. Fatta eccezione per il Comune di Ururi, dove gli ospiti (prevalentemente donne sole con bambini) vivono in un centro collettivo ed una famiglia in un appartamento, a Termoli e Larino l’alloggio degli ospiti (uomini singoli e famiglie) è garantito in appartamenti:  8 a Termoli ed 1 a Larino.

    "Rifugio Sicuro" ("Safe place") is a project that helps regugees and whoever asks for political asylum.  Termoli's local administration  and its council, with the help of  Ururi and Larino's local governments, have been helping the refugees since 2011. They are one of the main participants among  the 430 other participants in this refugee project. CARITAS  diocese, in Termoli and Larino , is taking care of the project, with the help of the association Aid Italia. Up to  January 2016, 65 accomodations for refugees have been provided, among which 40 are located in Termoli, 20 in Ururi and only 5 in Larino. In Termoli and Larino, the refugees are  family groups or only men living  in apartments (8 accomodations are in Termoli and 1 is in Larino), while in Ururi the refugees are only women with children who live in a community centre.




  • Breve storia del progetto locale

    Nel 2011 il Comune di Termoli ha risposto al bando triennale promosso dal Ministero dell’Interno mettendo a disposizione 15 posti in favore di donne sole con o senza figli, divenuti in seguito 25 per via dei successivi ampliamenti della rete nazionale. A Caritas diocesana di Termoli/ Larino e al Consorzio Aid è stata affidata la gestione dell’accoglienza.

    Nel 2014 il progetto si è ulteriormente ampliato, in seguito al bando di programmazione nazionale per gli anni 2014/16: 35 i posti ordinari attivati a cui se ne sono aggiunti ulteriori 15. L’adesione ad un programma specifico di reinsediamento di rifugiati afghani, con la messa a disposizione di 15 posti per la loro accoglienza, ha ampliato la struttura del nodo territoriale di Termoli fino ai 65 posti attuali.

    Il Progetto, finanziato per l’80% dal Ministero dell’Interno e cofinanziato attraverso valorizzazioni di beni e servizi dalla Caritas Diocesana di Termoli-Larino e dal Comune di Termoli è iniziato è stato rinnovato per il triennio 2014-15-16 e poi prorogato ulteriormente per tutto l’anno 2017.

    Short history of our local project
    In 2011, Termoli's local government  participated in a three-year  call  promoted by the Ministry of Interior Affairs, supplying  15 places for single women with or without children, which later became 25 after additional funding by  the national government. The  management of the local project was entrusted to the local parish association Caritas Termoli/ Larino and to Consorzio Aid.
    In 2014 the project continued to expand, after the announcement of further national funding planned  for the following years 2014/2015: this meant  35 more ordinary accomodations, which later became 50..
    Joining  a specific programme of re-integration for Afghan refugees, with an availability of 15 places to  welcome them , has expanded Termoli's structure  to a total of 65 current places.
    The project, 80% of which was funded by the Italian Ministry of Interior Affairs  and cofinanced through the promotion of goods and services provided by Caritas  Termoli - Larino and Termoli  local administration, started in 2014 and was  renewed for the three-year period 2014- 2015-2016 and was later  extended up to the  2017.


  • Le azioni territoriali del progetto

    Obiettivo principale dello SPRAR  è la presa in carico della singola persona accolta, in funzione dell’attivazione di percorsi individualizzati di (ri)conquista della propria autonomia, per un’effettiva partecipazione alla vita delle comunità locali, in termini di integrazione lavorativa e abitativa, di accesso ai servizi del territorio, di socializzazione, di inserimento socio-economico. Tutti i progetti territoriali dello SPRAR garantiscono, dunque, attività finalizzate alla conoscenza del territorio e all’effettivo accesso ai servizi locali. Sono previste attività per facilitare l’apprendimento della lingua italiana e l’istruzione degli adulti, l’iscrizione a scuola dei minori in età dell’obbligo scolastico, l’accompagnamento ai servizi socio- sanitari, nonché interventi di informazione legale sulla procedura per il riconoscimento della protezione internazionale e sui diritti e doveri dei beneficiari in relazione al loro status. Sono sviluppati, inoltre, percorsi formativi e di riqualificazione professionale per promuovere l’inserimento lavorativo, così come sono approntate misure per l’accesso alla casa. Il tutto riconoscendo in qualsiasi intervento la centralità della singola persona accolta.

    In linea con le azioni, le finalità e gli obiettivi della rete nazionale anche il progetto locale “Rifugio sicuro” opera quotidianamente per garantire l’accoglienza integrata dei richiedenti asilo e dei rifugiati ospitati in paese. Nello specifico l’accoglienza di base consta nella messa a disposizione di un alloggio, nell’erogazione di un contributo vitto, di beni del Banco alimentare, di vestiario, prodotti per l’igiene personale e della casa, medicine, prodotti per l’infanzia e beni di prima necessità. L’ammontare del contributo vitto viene determinato in relazione al numero di componenti il nucleo familiare, passando da un valore massimo pro capite pro die di  € 5,00 per i singoli fino ad € 3,40 per i nuclei familiari di cinque persone. Viene altresì erogato un pocket-money di € 1,50 pro capite pro die per le piccole spese voluttuarie.

    L’integrazione inizia con l’inserimento scolastico dei minori e l’iscrizione degli adulti ai corsi di alfabetizzazione e di licenza della terza media tenuti presso il CPA di Termoli. Il progetto garantisce inoltre un corso di alfabetizzazione e di apprendimento della lingua italiana, che si svolge tre volte alla settimana presso i locali della parrocchia di Santa Maria del Carmelo. Sono stati altresì organizzati incontri/eventi tra la Caritas Diocesana di Termoli-Larino e altri enti ed associazioni (Proloco di Lupara, Libreria la “Luna al Guinzaglio”, Croce Rossa di Ururi, organizzazioni culturali) al fine di una maggiore sensibilizzazione del Progetto sul territorio. A questi incontri se ne aggiungono altri nelle scuole superiori del territorio di Termoli, per permettere ai ragazzi del posto di conoscere la realtà del fenomeno migratorio. Si provvede all’iscrizione dei ragazzi ad attività ludico-sportive e alla realizzazione di laboratori di artistici insieme ai bambini di Ururi, piuttosto che laboratori teatrali in collaborazione con scuole ed associazioni insieme ai beneficiari adolescenti che risiedono a Termoli. Si promuovono esperienze di volontariato presso la Mensa solidale della Caritas diocesana, presso cui i beneficiari possono apprendere le basi della cucina italiana e confrontarsi nello stesso tempo con altre persone durante lo svolgimento delle proprie mansioni. Si provvede all’orientamento ed accompagnamento sociale ai servizi del territorio, all’orientamento formativo e professionale (Caritas ha stipulato un protocollo d’intesa con il Centro per l’impiego che prevede attività di indirizzo e formazione professionale, oltre che alla ricerca e attivazione di percorsi di tirocinio formativo), all’affiancamento nella ricerca di abitazioni autonome. I beneficiari lavorano insieme alle operatrici e ad una psicologa all’elaborazione di progetti personalizzati fondamentali per un efficace riuscita dei percorsi di integrazione.

    La tutela invece è relativa alla sfera psico-socio-sanitaria e legale. In ambito socio-sanitario si provvede all’iscrizione al SSN, all’affiancamento nella scelta del medico e del pediatra, all’accompagnamento nell’utilizzo delle strutture sanitarie locali, con le quali si collabora per attività di screening e prevenzione sanitaria Vengono organizzati incontri periodici con una psicologa di riferimento esterna al Progetto, che segue ed affianca sia i beneficiari che gli operatori. In ambito legale le beneficiarie vengono seguite nel disbrigo di tutte le pratiche amministrative presso il Comune, la Questura e le altre istituzioni. Insieme all’operatore legale si lavora insieme ai beneficiari alla preparazione della storia personale ai fini dell’audizione presso la Commissione che deciderà sullo status, viene fatta informazione legale sulle procedure di riconoscimento della protezione internazionale e sui relativi adempimenti e complicazioni, sulle procedure relative al ricongiungimento familiare, il riconoscimento dei titoli di studio, i diritti e doveri connessi alla protezione (salute, istruzione, scuola, lavoro, ecc.). I beneficiari vengono altresì indirizzati ed affiancati nelle procedure di ricorso avverso alle decisioni delle Commissioni Territoriali.

    Quattordici operatori ed operatrici, prevalentemente giovani professionisti locali, lavorano per sostenere e accompagnare i migranti nel loro percorso di reinserimento sociale. L’equipe di operatori composta, oltre che dalle figure professionali di riferimento dei Servizi Sociali del Comune, da un coordinatore, una psicologa, una sociologa, un’assistente sociale, una mediatrice linguistico-interculturale, un’esperta in relazioni internazionali e da altri operatori con esperienza pregressa nel terzo settore. Oltre alle figure professionali stabili all’interno del Progetto, partecipano alla sua realizzazione altri professionisti esterni quali una psicologa, un mediatore dei conflitti, un avvocato, una artista esperta nelle relazioni con i minori.

    L’accoglienza integrata dura da un minimo di sei mesi a mediamente un anno, periodo durante il quale si cerca di trasferire ai beneficiari gli strumenti necessari ad una fattiva integrazione sul territorio nazionale.

    Local actions for the project
    SPRAR’s main objective  is to take care of a hosted  person, by  activating  indivually designed projects meant to  recover one's own  autonomy, for an actual  participation in  the local  social community (accomodation, job search, social relationships, socio-economic inclusion). All SPRAR’s local projects guarantee activities aimed at learning about the territory and at  easily accessing  local services.
    There are activities meant to teach the Italian language and to educate adults, to enter  minors in compulsory school, to introduce  to social health services, as well as to ask for legal advice and  to provide legal information about   identication procedures and recognition of international protection and of beneficiaries’s rights and duties according to their status. Moreover, training and professional courses are developed to promote job placement, and  measures to  access  housing  are provided.
    All of these actions recognize the central importance of the hosted person.

    In line with the actions , aims and objectives of the national service, our  local project "RIFUGIO SICURO" operates daily to ensure the integrated reception of asylum seekers and refugees hostED in the country. Specifically, the basic reception consists in providing accommodation ,  supplying  food vouchers  and Food Bank  goods , clothing , personal care and house care products , medicines , baby products and basic necessities . The amount of food assistance is determined in relation to the number of household members , varying  from a maximum value of € 5.00 per person a day  to € 3.40  per person a day for families of up to five members . € 1.50 pocket-money per person a day  is also granted per small personal  expenses .

    Integration begins with the school enrollment  of minors and the registration of adults to elementary language courses and courses for middle school licence at the CPA in Termoli. Moreover, the project guarantees an Italian language course  three times a week held at Santa Maria del Carmelo parish. Additional  meetings/events are often organised by the diocesan Caritas of Termoli-Larino and other organizations and associations (Lupara's Proloco, "Luna al Guinzaglio" book shop, Ururi's Croce Rossa, cultural organizations) aimed  at increasing awareness of the project on the territory. Related school projects are also carried out in Termoli's secondary schools  to involve local students  in the reality of the migratory phenomenon (migration). Hosted children  are introduced  to playful and  lively  activities and to the realization of art workshops with Ururi's children, or to teenage theatre workshops  in association with schools and organizations. Project beneficiaries can also take part in activities promoted by the solidarity canteen of the diocesan Caritas, which introduce participants to the basic Italian cuisine and, at the same time, give the opportunity to meet other people during the development of their other skills. We also supply orientation and social accompaniment to the local services, educational and professional guidance (
    Caritas has signed an official pact  with the local  employment center in order to provide  professional guidance and training as well as research and activation of courses of internship), guidance in searching for  independent housing. Beneficiaries collaborate with  our social workers and a psychologist on the development of customized programs aimed at the success of the integration project.

    Protection  related  to psycho-socio-sanitary  and legal issues is also guaranteed. In the socio-sanitary field, registration to the National Health System is provided. Furthermore, each  beneficiary  is granted assistance in the choice of his/her personal  doctor and/or  paediatrician, is accompanied to   local  health facilities  for screening  activities and preventive health care . Periodical meetings with a psychologist are also organised in order to support both the beneficiaries and the operators. In the legal field,   the beneficiaries are assisted  in the management of all   administrative practices  linked to local administration, to police facilities and other  institutions.                                                                                            Beneficiaries collaborate with  a  legal assistant in order to   prepare a report of their  personal story  for    the audition  in front of   the commission  that will decide on the appliant's status.  Legal information on the procedures for  international protection  and on the relative requirements and complications, on the procedures related to family reunification, on the recognition of  qualifications, of rights and duties related to protection (health, education, school, work,etc.) is also guaranteed.                                                                                                                                                                                                     Beneficiaries are also assisted   and supported in the appeal procedures in case of negative response  of  the territorial committee.


    Fourteen male and female operators , mainly young local professionals , work to support and accompany migrants in their process of social reintegration. The team of professionals is  composed not only by referenced professionals of the local Social Services, but also by a coordinator, a psychologist, a sociologist, a social worker, a linguistic and intercultural mediator, an expert in international relations and other operators with previous experience in the tertiary sector.
    In addition to the stable professionals  in the project, other external professionals such as a psychologist, a conflict mediator, a lawyer, an artist experienced  in  relating  with minors, take part of the  realization of our project .
    The integrated reception lasts from a minimum of six months to a year on average,  during which we try to give the beneficiaries the necessary tools for  an actual  integration in the country.


     


  • IL SISTEMA SPRAR

    Che cos’è il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.

    IL SISTEMA DI PROTEZIONE per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) è stato istituito dalla legge n. 189/2002, raccogliendo l’’eredità del Programma Nazionale Asilo (PNA), un’esperienza consortile di accoglienza di comuni e realtà del terzo settore, nata nel 2001 da un protocollo d’intesa tra Ministero dell’interno, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR/ UNHCR) e Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI).
    Lo SPRAR  è oggi costituito dalla rete degli enti locali che – per la realizzazione di progetti territoriali di accoglienza dei richiedenti asilo, rifugiati, titolari di protezione sussidiaria e umanitaria – accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, gestito dal Ministero dell’Interno e previsto nella legge finanziaria dello Stato. L’accesso al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo è regolamentato da un decreto del Ministero dell’Interno che disciplina il bando per la presentazione di proposte di progetto di accoglienza integrata da parte degli enti locali. Il decreto – con il relativo bando – è stato pubblicato con cadenza annuale fino al 2008. Per il 2009/ 2010 il bando- e con esso, la relativa attuazione degli interventi – ha avuto cadenza biennale; dal 2011 è triennale.
    Il coordinamento del Sistema di Protezione è garantito dal Servizio Centrale, una struttura operativa istituita dal Ministero dell’Interno e affidata con convenzione ad ANCI, in base alle legge n. 189/2002. Il Servizio Centrale ha compito di monitoraggio, informazione, promozione, formazione, consulenza e assistenza tecnica agli enti locali, nonché di gestione delle attività di inserimento delle persone in accoglienza.

    L’accoglienza integrata in Italia: numeri e prospettive.
    Al 31 Maggio 2015 i progetti finanziati dal Fondo Nazionale per le Politiche e i Servizi dell’asilo – FNPSA- sono stati complessivamente 430, di cui 348 destinati all’accoglienza di richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale appartenenti alle categorie ordinarie, 52 destinati a minori non accompagnati e 30 a persone con disagio mentale o disabilità fisica. Complessivamente, i progetti finanziati dal FNPSA  hanno reso disponibili 21.449 posti in accoglienza, di cui 20.228 destinati alle categorie ordinarie, 941 all’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati e 280 a persone con disagio mentale e disabilità fisica.
    I posti strutturalmente finanziati da bando sono stati 12.574, a cui si son sommati 8.875 posti aggiuntivi (5.981 attivati a giugno 2014, 1.902 a ottobre 2014, 778 a maggio 2015, oltre a 214 posti aggiuntivi per minori non accompagnati a 45 pro capite pro die). Nel corrente anno si sta assistendo a un proseguimento di quel processo di ampliamento straordinario che ha preso avvio, per volontà del Ministero dell’Interno, alla fine del 2012.
    Gli enti locali titolari di progetto sono stati complessivamente 379, di cui 340 comuni, 31 province e 8 unioni di comuni.

    L’accoglienza integrata in Molise: numeri e prospettive.
    Dal 2011 e fino al 2014 erano solo due gli enti locali coinvolti nella gestione di progetti di accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati afferenti alla rete SPRAR: il comune di Termoli ed il comune di Portocannone. In occasione dell’apertura del bando di programmazione triennale 2014-15-16, invece, diversi sono stati gli enti locali che hanno dato la loro disponibilità all’attivazione di un progetto territoriale.
    Ad oggi (Gennaio 2016) protagonisti della gestione di progetti locali, portati avanti in collaborazione  con associazioni di terzo settore, sono 13 enti locali: 10 nella provincia di Campobasso (Casacalenda, Gambatesa, Guglionesi, Jelsi, Larino, Montecilfone, Portocannone, Sant’Elia a Pianisi, Termoli, Campobasso provincia) e 3 nella provincia di Isernia (Agnone, santa Maria del Molise, Sant’Agapito). 334 persone sono ospitate nei dieci progetti della provincia di Campobasso e 96 in quelli della provincia di Isernia, per un totale 462 posti in accoglienza attivati.
    Oltre all’accoglienza gestita da questi progetti, risultano ospitati in Regione 953 richiedenti asilo e/o rifugiati nei cosiddetti CAS (Centri di accoglienza Straordinaria), gestiti direttamente dalla prefetture ed affidati ad associazioni tramite bando.
    Con riferimento all’incidenza che queste presenze hanno sulla popolazione regionale, a livello nazionale il Molise è la regione più coinvolta con 4,38 presenze ogni mille abitanti seguita dalla Sicilia (2,99 presenze ogni mille abitanti), dalla Calabria (2,44 presenze ogni mille abitanti), dal Friuli Venezia Giulia (2,02 presenze ogni mille abitanti) e dalla Basilicata (1,85 presenze ogni mille abitanti). L’apertura di un ulteriore bando triennale (2015-16-17) relativo alla rete SPRAR permetterà ad altri comuni molisani di impegnarsi attivamente nella ospitalità dei richiedenti asilo e dei rifugiati in Regione.

    Le parole chiave dello Sprar.
    Nata in formasperimentale ormai circa quindici anni fa, la rete degli enti locali afferenti al Sistema di Protezione per i Richiedenti Asilo e i Rifugiati rappresenta un modello virtuoso di accoglienza all’avanguardia nell’intero panorama europeo.
    La forma dell’ ospitalità dello straniero richiedente asilo e/o rifugiato si caratterizza, all’interno della rete locale e nazionale, per la cosiddetta accoglienza integrata. Non la mera distribuzione di vitto e alloggio, ma la possibilità di accedere a tutta una serie di servizi territoriali a partire dalla considerazione massima della centralità della persona accolta. Alcune le parole chiave dello Sprar:
    carattere pubblico, sia delle risorse messe a disposizione sia degli enti politicamente responsabili dell’accoglienza, Ministero dell’Interno ed enti locali, secondo una logica di governante multilivello;
    sinergie, avviate nel territorio con i cosiddetti “enti gestori”, soggetti del terzo settore – associazioni, ONG, cooperative – che contribuiscono in maniera essenziale alla realizzazione del progetto;
    decentramento degli interventi di “accoglienza integrata”, diffusi su tutto il territorio nazionale con presenza in tutte le Regioni (ad eccezione della Valle d’Aosta);
    reti locali – stabili, solide, interattive – promosse e sviluppate con il coinvolgimento di tutti gli attori e gli interlocutori privilegiati, per la riuscita delle misure di accoglienza, protezione, inclusione sociale;
    competenze specifiche di operatori e operatrici, rafforzate negli anni grazie all’esperienza maturata sul campo, alla formazione e all’aggiornamento garantiti anche a livello centrale;
    volontarietà degli enti locali nella partecipazione alla rete dei progetti di accoglienza, a testimonianza di un impegno politico delle amministrazioni locali nella scelta di programmare nel territorio di propria competenza interventi in favore di richiedenti asilo e rifugiati.

    Fonti:
    Rapporto Caritas sulle povertà e le risorse 2015. “I poveri li avrete sempre con voi”. Gianni Pinto, Anna Pia Giuliani, Paola De Lena (a cura di)
    Rapporto sulla protezione internazionale 2015. Anci, Caritas Italiana, Cittalia, Fondazione Migrantes, Sprar (a cura di) in collaborazione con Unhcr

    The SPRAR system

    What is  SPRAR (Protection System for Asylum Seekers and Refugees)?

    SPRAR (Protection System for Asylum Seekers and Refugees) was established by law n. 189/2002   in connection with the National Asylum Programme (PNA), a common experience of municipalities and realities from the tertiary sector realized in 2001 on the basis of an Official  Understading between the Ministry of the Interior, the United Nations High Commissioner for Refugees (ACNUR/UNHCR) and the National Association of Italian municipalities (ANCI).
     SPRAR is composed by a network of local authorities which - to realize territorial projects of hospitality  for asylum seekers, refugees, subsidiary and humanitarian protection holders - access, within limits of avaible resources, to the National Fund for policies and asylum services, managed by the Ministry of the Interiors and required by the financial law of the State.
    The access to the National Fund for policies and asylum services is regulated by a Ministry of the Interior's decree which regulates the public call for the  presentation of local organisations' hospitality  projects.
    The decree - with the relative call - was published every year up to  2008. The public call  and  the relative execution of the operation started having a two-year duration in  the period 2009/2010; it has had a  three-year duration since  2011.
    The coordination of the Protection System is granted by the Central Services, an operative structure established by the Ministry of Interiors and then entrusted to ANCI through a  convention, according to  law n.189/2002. The Central Service has the task of monitoring, advising , technically  assisting  local companies and managing integration activities of people in the hospitality  programme.

    Integrated hospitality in Italy: numbers and outlook.
    On  May 31, 2015 the projects funded by the National Fund for asylum
    policies and services -FNPSA- were 430 in total , among which 348 belonged to the category of asylum applicants and holders of international protection, 52 benefited unaccompanied minors and 30 supported people with mental illness or physical disability. In total the projects funded by
    FNPSA supplied  21449 accomodations, including  20228 for ordinary
    categories, 941 for unaccompanied minors and 280 for
    people with mental illness and physical disability. Structurally places
    financed from bando were 12574 which additional 8875 seats. (5981
    activated in June 2014, 1902 in october 2014, 778 in May 2015, in addition
    214 seats for unaccompanied minors to 45 pro capite pro die). This year
    you are seeing the continuation of that straordinary process which started
    to will of the Ministry of the Interior, al the end of 2012. Local design
    holders were in total 379, which 340 municipalities, 31 provinces and 8
    unions of municipalities.

    Integrated hospitality in Molise: numbers and outlook.
    Between 2011 and 2014 there were only two local institutions involved in hospitality projects for asylum seekers and refugees connected to SPRAR network: Termoli's and Portocannones's local administrations. When the public call for three-year projects in the years 2014-15-16 occurred, many local administrations applied for a local project. At the moment (January 2016), there are 13 local administrations involved in local projects managed in collaboration with associations from the tertiary sector: 10 are in the province of Campobasso (Casacalenda, Gambatesa, Guglionesi, Jelsi, Larino, Montecilfone, Portocannone, Sant’Elia a Pianisi, Termoli, Campobasso provincia) e 3 are in the province of Isernia (Agnone, santa Maria del Molise, Sant’Agapito). 334 people are hostedby the projects realized in the province of Campobasso and 96 people are hosted by the projects realized in the province of Isernia, for a total of 462 accomodations. Apart from this type of hospitality, we are currently hosting 953 asylum seekers and/or refugees in our region in the so-called CAS (Extraordinary Reception Centres), directly managed by the Police Departments  and assigned to private associations throigh public calls. With reference to the  proportional number of immigrants compared to the regional population, our region (Molise) is the most affected, with 4,38 immigrants every 1000 inhabitants, followed by Sicily (2,99 immigrants every 1000 inhabitants),by Calabria (2,44 immigrants every 1000 inhabitants), by Friuli Venezia Giulia (2,02 immigrants every 1000 inhabitants) and by Basilicata ( 1,85 immigrants every 1000 inhabitants). A new public three-year call for hospitality projects in the period 2015-16-17 related to SPRAR will allow other local administrations in Molise to make an active commitment for asylum seekers and refugees in our region.   


    KEY WORDS IN SPRAR
    The network of local associations  related to SPRAR represents a virtuous welcoming model  in the whole European scene and it started out as an  experiment about fifteen years ago. The form of hospitality granted to the foreigner who seeks asylum and/or the refugee by a local and national network is characterized by the so-called integrated hospitality. It is not   just a  simple assignment of room and board, but the possibility to access a whole range of local services which considers the centrality of the person who receives it.
    Here are some  of  SPRAR's keywords:
    •Public management: both  the resources made available and the institutions   politically responsible of the hospitality, the Ministry of  Interior Affiars and local companies , follow  multi-level management criteria;
    •synergies: have been set up through the so-called management bodies belonging to the tertiary sector (ONGs, social companies, different associations) which contribute in an essential way to the realization of the project;
    •decentralization of integrated reception projects spread  throughout the national territory in all Italian regions (except in Valle d'Aosta);
    •local area networks: stable , solid , interactive - promoted and developed with the involvement of all stakeholders and  key partners for the success of reception measures , protection, social inclusion;
    •specific skills of operators involved , strengthened over the years thanks to the experience gained in the field  and  to central professional training ;
    •voluntary participation of local authorities in the network of hospitality projects , reflecting a political commitment of local governments aimed at  programming interventions in favor of asylum seekers and refugees in their own territory .

     


  • Mini glossario

    Chi è il richiedente protezione internazionale (richiedente asilo)
    Richiedente protezione internazionale è la persona che, fuori dal proprio Paese d'origine, presenta in un altro Stato domanda per il riconoscimento della protezione internazionale. Il richiedente rimane tale, finché le autorità competenti (in Italia le Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale) non decidono in merito alla stessa domanda di protezione.

    Chi è il rifugiato
    Il rifugiato è titolare di protezione internazionale. Si tratta di persona che "(...) temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese d'origine di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese(...)". Questa definizione viene enunciata dall'art. 1A della Convenzione di Ginevra del 1951, recepita nell'ordinamento italiano dalla legge n.722 del 1954.

    Chi è il titolare di protezione sussidiaria
    La protezione sussidiaria è un'ulteriore forma di protezione internazionale. Chi ne è titolare - pur non possedendo i requisiti per il riconoscimento dello status di rifugiato - viene protetto in quanto, se ritornasse nel Paese di origine, andrebbe incontro al rischio di subire un danno grave. Questa definizione viene enunciata dall'art. 2, lett. g) del Decreto legislativo n. 251/2007.

    Chi è il titolare di protezione umanitaria
    Nel caso in cui la Commissione territoriale, pur non accogliendo la domanda di protezione internazionale, ritenga possano sussistere gravi motivi di carattere umanitario, provvede alla trasmissione degli atti della richiesta di protezione al questore competente per un eventuale rilascio di un permesso di soggiorno per protezione umanitaria (art. 5, comma 6 del decreto legislativo n. 286/1998).

    UNHCR (ACNUR)
    L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR), in inglese United Nations High Commissioner for Refugees (UNHCR), è un organismo dell’ONU, fondato nel 1950 al fine di garantire la protezione internazionale dei rifugiati e il rispetto del diritto d’asilo, prevenire le pratiche di rimpatrio forzato, promuovere i rientri volontari e, ove non sia possibile, l’integrazione nei paesi di accoglienza. Ha sede a Ginevra. Suo precedente storico fu l’Alto commissariato per i rifugiati istituito, il 27 giugno 1921, dalla Società delle Nazioni, affidandone l’incarico a F. Nansen, il quale si occupò (1921-29) dei rifugiati russi, armeni e greci, adottando, tra l’altro, il passaporto Nansen, primo esempio di documento di viaggio internazionale per i rifugiati.

    Centri di Accoglienza Straordinaria (Cas)
    Attivati a seguito della circolare dell’8 gennaio 2014 del Ministero dell’Interno in considerazione del grande afflusso di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, sono strutture coordinate dall’operato dei prefetti. A fine dicembre 2014 in queste strutture (prevalentemente Hotel, ex caserme, etc) erano presenti 35.499 persone mentre nelle strutture attive nell’ambito del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) quasi 24.000 migranti tra richiedenti e rifugiati.

    Who is the applicant for international protection ( asylum seeker)
    The applicant for international protection is the person who, far from his/her  own country of origin, applies for  question for the recognition of international protection in another state . The applicant remains so, until the designated  authorities ( local commissions for the recognition of international protection in Italy) respond positively to the applicant's request.


    Who is the refugee?
    The refugee is a beneficiary  of international protection.It is referred to a person who:"(...) owing to the  well-founded fear of being persecuted for reasons of race, religion, nationality, belonging to a particular social group or political opinion, is outside the country of his nationality and is unable or, owing to such fear, is unwilling to avail himself of the protection of that country(...)".
    This definition is stated by article  1A of Geneva's  Convention in 1951, implemented by the Italian law through  law number 722 of 1954.

    Who's the holder of subsidiary protection?

    Subsidiary protection is another form of international protection. The holder - although  lacking the necessary requirements for the recognition of  the status of refugee - is protected because, if he  went  back to his original  country, would face the risk of suffering  serious damage.
    This definition is stated in Art.2, lett.g) of Decree n.251/2007.


    Who is the holder of humanitarian  protection?

    When  the Territorial Commission does not  accept the application for international protection but considers that there may be serious humanitarian reasons, it can  transmit the documents related   to  the application for the recognition of protection to the police commissioner, which may grant a residence authorization for humanitarian protection (Art. 5, paragraph 6 of Legislative Decree no. 286/1998).

    UNHCR (ACNUR)

    United Nations High Commissioner for Refugees (UNHCR) is an ONU entity, established in 1950 in order to guarantee the international protection of refugees and to respect the right of asylum, to prevent  forced repatriation practices, to encourage voluntary return and, if it is not possible,  integration in host countries. Its headquarter is in Geneva. His historical precedent was the High Commissioner for Refugees set up on 27 June 1921 by the League of Nations, entrusting the task to F. Nansen, who took care (1921-29) of Russian, Armenians and Greek refugees, by adopting , among other things, the Nansen passport, the first example of international travel document for refugees.


    CAS  (Extraordinary Reception Centres)

    Activated in response to the public announcement of 8 January 2014 from the  Ministry of Interior Affairs in view of the large influx of foreign citizens demanding international protection, these structures are coordinated by  the operations of prefects. By the end of December 2014,   there were 35,499 people in these facilities (mainly hotels, former military barracks, etc), while in active structures which were part of the Protection System for Asylum Seekers and Refugees (SPRAR) there were almost 24,000 migrants , including  seekers and refugees.

  • Link e siti utili

    Rapporto sulla protezione internazionale 2015. Link: http://www.cittalia.it/images/file/Rapp_Prot_Int_2015.pdf

    Sito dello Sprar:
    http://www.sprar.it/
    Sito Acnur:
    http://www.unhcr.it/
    Sito associazione studi giuridici sull’immigrazione:
    http://www.asgi.it/
    Sito di meltingpot, per la promozione dei diritti di cittadinanza:
    http://www.meltingpot.org/
    Sito di redattore sociale, per una corretta informazione sul sociale:
    http://www.redattoresociale.it/