Gennaro Perrotta
(Termoli 1900 - Firenze 1962)
 


    Gennaro Perrotta nacque a Termoli il 19 maggio 1900.  Allievo di grande intelligenza e di precoce ingegno, a soli 16 anni portò a termine gli studi liceali.

    A Firenze fu allievo di Giorgio Pasquali (conquistando a soli trent'anni la cattedra universitaria, manifestandosi l'alunno più geniale dell'indirizzo pasqualiano), Gino Funaioli. Ebbe come maestro Ermenegildo Pistelli, "uomo d'ingegno grande che aveva senso di poesia".  Era la Firenze ove si levava la voce di Gaetano Salvemini.

    A Firenze, in quegli anni,  insegnava anche un insigne cultore di filologia classica; uno dei più autorevoli grecisti che l'Italia abbia avuto: Gerolamo Vitelli. E' singolare come, sia Vitelli, sia Perrotta, provenissero dalla terra più umile del Regno: il Molise. L'uno, il Vitelli, era nato a S.Croce del Sannio, paese del Contado di Molise, poi aggregato alla nuova provincia di Benevento, l'altro, il Perrotta, era nato a Termoli, terra della provincia di Capitanata, annessa nel 1806 alla provincia di Molise.

    Laureatosi a soli vent'anni, il Perrotta divenne docente di Lettere Classiche nei licei; fu nominato preside del Liceo Classico "Mario Pagano" di Campobasso; qui conobbe Nicola Scarano, studioso di Dante ed uno dei primi scopritori del grande valore delle opere di Verga e suo corrispondente.

    A Campobasso, il 15 aprile del 1921, il Perrotta ebbe il suo esordio con la conferenza: "Ulisse", che fu data alle stampe nel 1922 e per la quale lo stesso Perrotta dice: "Dall'audacia grande di aver trattato un argomento difficile e superiore alle mie forze può scusarmi soltanto la mia inesperienza giovanile". Era infatti giovanissimo, ma già si apprestava a pubblicare, tra il 1923 ed il 1930, circa trenta scritti e saggi di filologia greca che fecero risplendere di nuova luce la poesia di Teocrico Callimaco e Apollonio Rodio e che lo portarono ad assumere la cattedra di Letteratura classica presso le università di Catania (1930-32), Cagliari (1932-35) e Pavia (1935-36), per passare poi alla cattedra di Grammatica greca e latina dell'Università di Firenze.

   Dopo la scomparsa di Ettore Romagnoli, nel 1938 fu chiamato a succedergli sulla cattedra di Letteratura greca all'Università di Roma. Fu socio anche dell'Accademia fiorentina della Colombaria, dell'Accademia degli Arcadi e dell'Accademia Reale di Belle Arti di Saragozza.

    Morì improvvisamente il 23 settembre 1962.

    Il suo nome è legato soprattutto agli studi sui lirici e sui tragici greci, ad una Storia della Letteratura Greca che, ancora oggi, resta un'opera fondamentale per chiunque voglia intraprendere studi classici.

    Dell'uomo Gennaro Perrotta si deve rilevare la grande filosofia di vita. Per lui lo spirito dell'uomo esisteva come perpetuo divenire; la vita era un continuo divenire, non più un attimo tra due eternità, ma la sola eternità; il mondo era un'eterna costruzione del nostro spirito; la sua vita fu tutta dedita allo studio ed alla riflessione.

    Oggi, a  distanza di 100 anni dalla sua nascita, è opportuno ricordare questo illustre uomo che formò generazioni di studiosi di grande valore e che esercitò il suo magistero in modo così completo che non c'è tema della cultura classica che egli non abbia esplorato con acume filologico e sensibilità critica.

    E ricordiamo il grande grecista, ancor più, per essere stato un nostro concittadino, nato in un piccolo paese del Molise affacciato sull'"adriatico mare" che gli evocava sentimenti antichi e nostalgie recenti; quel mare che Gennaro Perrotta, quando tornava a Termoli, amava guardare, sostando in silenzio sulla riva, inseguendo il volo dei gabbiani e avvertendo il fascino dell'ignoto e del mistero.
 


personaggi illustri di Termoli