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Mons. Oddo Bernacchia Nato a Fano il 14 marzo 1880, era stato ordinato sacerdote il 19.9.1902. Aveva perfezionato i suoi studi nel Pontificio Seminario Leoniano di Roma, conseguendovi, nel 1909, la laurea in Diritto Canonico e Scienze Sociali. Insegnava Diritto Canonico e Sociologia nel Seminario Regionale di Fano, quando, il 24 giugno 1924, fu nominato Vescovo di Larino e di Termoli; riunendo le due Diocesi che erano state fino ad allora singole e divise. Egli “prese possesso” della Cattedrale di Larino il 15 marzo 1925 e della Cattedrale di Termoli il giorno 8 dicembre 1925.
La figura di Mons. Oddo Bernacchia occupa un posto di primo piano nella storia termolese di questo secolo. Egli è stato per tutti un punto di riferimento insostituibile. Forse è per questo che la sua memoria è ancora viva in tanti termolesi ed ancora oggi è ricordato da tutti non solo come Vescovo, ma anche come un autentico figlio – tra i più illustri - di Termoli.
Egli ha vissuto col popolo termolese tempi difficili, meglio a dire tragici: la guerra con i suoi lutti e sacrifici, il dopo guerra con gli immensi problemi di chi manca di tutto e deve riprendere il cammino per ricostruire tutto, con la volontà di non arrendersi e la speranza di riuscire. Al suo passaggio per le vie di Termoli la gente lo accoglieva con gioia, riconoscendolo Padre premuroso e saggio. Nelle vicende pubbliche e private egli sapeva dire la parola giusta, compiere il gesto opportuno, suggerire l'iniziativa più costruttiva, riconciliare gli animi, sempre in spirito di verità.
La sua maestosa figura ispirava simpatia, la sua eloquenza aveva il fascino che conquista. Mons. Oddo Bernacchia era uno scrittore ("Tenebre e luci" - "Lumen de lumine" - "Praetica verbum" - "Il buon Seminarista"), un predicatore impareggiabile, dalla parola dotta, facile, dolce e suadente, ed un ricercato conferenziere. La sua bontà era tale che chiunque saliva le scale dell'Episcopio scendeva rasserenato nel cuore e certamente non a mani vuote.
Numerose sono le opere di bene da lui fatte a diseredati ed a famiglie povere; numerose, come vedremo di seguito, le opere materiali realizzate e le iniziative intraprese per far crescere nella fede il popolo di Dio. Egli è stato un meraviglioso organizzatore e costruttore.
Egli ampliò il vecchio seminario, arricchendolo con nuove e moderne attrezzature. A lui si deve la costruzione del nuovo seminario, iniziato nel 1926, in Piazza S.Antonio, sui resti di un diruto convento francescano.
Ma i fondi scarseggiavano ed era difficile reperirli in loco, Mons. O.Bernacchia era in viaggio continuo e senza soste per varie diocesi dell'Italia settentrionale, a predicare per raccogliere fondi. Nonostante questo i fondi erano ancora insufficienti: ancora denari, sempre denari; e Mons. Bernacchia, sempre animato dalla sua fede incrollabile, dal suo zelo esemplare, nel 1929 s'imbarcò per gli Stati Uniti d'America, rimanendovi per circa un anno; predicando a New York, a Philadelphia, a Chicago e in tante piccole città ,l visitando i molisani in tutte le zone d'America e a tutti chiedendo fondi per il Seminario.
Nelle chiese scendeva personalmente tra i fedeli con la borsa per l'obolo e a chi si meravigliava diceva: "Ben volentieri porto la borsa personalmente, guardo il Crocifisso e penso quanto ha fatto e sofferto per la nostra salvezza".
I testimoni raccontano che quando egli seppe del rinvenimento del grande e prezioso tesoro, il Vescovo scese subito nella cripta, decifrò la lapide, s'inginocchiò in preghiera ed il suo volto si riempì di lacrime.
Fu Mons. O.Bernacchia a volere la nuova chiesa nella parte centrale di Termoli. E la sua volontà si rese concreta l'11 maggio 1958, con il completamento della chiesa dedicata a S.Timoteo.
Nell'anno 1960 egli inaugurò anche il grande edificio accanto al nuovo Seminario; da utilizzare quale sede di discussione di fede e centro di tutte le attività diocesane, quale luogo di ritrovo per i giovani della A.C. e dei giovani esploratori dell'AGESCI. Mons. O.Bernacchia seguiva personalmente la preparazione sacerdotale con ritiri mensili, con i casi di morale e mediante corsi di aggiornamento. Incontrava i sacerdoti ma anche i fedeli nelle sue numerosissime visite pastorali alle diocesi, prendendo diretto contatto con le parrocchie. Fra le sue iniziative di maggiore rilievo è da ricordare il Sinodo celebrato nell'ottobre del 1940.
In data 25 Marzo 1950, in occasione del venticinquesimo di episcopato e del Giubileo Episcopale, S.S. Papa Pio XII inviò al "Venerabile Fratello Vescovo di Larino e di Termoli" il seguente messaggio, nella traduzione in italiano: "Da poco siamo stati informati che tu sei in procinto di celebrare felicemente il 25° del tuo episcopato insieme con il gregge a te affidato. Volentieri pertanto cogliamo una simile occasione per confermare pubblicamente la Nostra benevolenza verso di te e accompagnare la stessa solennità con favorevoli voti. Non ci sfugge affatto come in così lungo intervallo di tempo tu abbia nobilmente meritato nella Chiesa di Dio. Per il tuo interessamento infatti e per la tua autorità, in tutti i paesi della diocesi sono stati aperti asili per la educazione di bambini, è stata promossa opportunamente l'Azione Cattolica soprattutto dei giovani, è stata convenientemente restaurata la Casa episcopale e la Cattedrale, edificato un nuovo Seminario, utilmente celebrato il Sinodo Diocesano. Perciò a buon diritto ci congratuliamo di cuore con te per il tuo ministero pastorale a lungo e solertemente compiuto, e con ardente preghiera supplichiamo Dio perché con i suoi divini doni e conforti ti rafforzi. Intanto, affinché la prossima solenne celebrazione possa apportare una maggiore abbondanza di frutti, ben volentieri ti concediamo che in un giorno stabilito, dopo aver compiuto il Sacro Rito Pontificale, tu benedica i fedeli presenti nel Nostro nome per la Nostra Autorità, impartendo ad essi l’indulgenza plenaria, con l’osservanza delle particolari norme riguardanti il Sacro Giubileo”. Sempre in occasione del venticinquesimo di episcopato e del Giubileo Episcopale, l’Amministrazione Comunale di Termoli, con delibera di C.C. del 19 aprile 1950, conferì a Mons. O.Bernacchia, per acclamazione, la cittadinanza onoraria di Termoli.
Nel 1951 Mons. Bernacchia, iniziando ad avere un’età avanzata, ricevette come Ausiliare Mons. Biagio D’Agostino, già suo Vicario generale a Termoli, il quale espleterà questo suo mandato fino al 14 maggio del 1954, quando sarà promosso alla sede di Gallipoli. Nell’autunno del 1954 a Mons. Bernacchia fu assegnato un secondo Ausiliare, Mons Costanzo Micci. Il 10 novembre 1960 Mons. Bernacchia rinunciò alla diocesi di Larino e le due diocesi di Termoli-Larino, da quel momento furono di nuovo separate. (Ma ora sono di nuovo riunite!)
L’episcopato di Mons. O.Bernacchia a Termoli durò fino all’11 maggio del 1962. Egli aveva 82 anni quando, nel corso della cerimonia di commiato, nella Cattedrale, con voce rotta dall’emozione disse: “Una sola cosa vi chiedo: che, quando sarà la mia ora, io venga sepolto qui, nella Cripta della Cattedrale, in mezzo al mio popolo”. Lasciò Termoli, che aveva tanto amato ed a cui tanto aveva donato, tra due ali di folla, accompagnato fino al fiume Trigno, confine naturale della nostra regione, dalle autorità religiose e civili. Soggiornò prima a Fano, sua città natale, poi a Giulianova, quindi nella casa di riposo per il Clero “Regina Pacis” di Acquaviva di Neroli, in provincia di Roma, dove morì il 13 novembre 1964.
Un sacerdote di Termoli, ora defunto, raccontava che, in una sua visita a O.Bernacchia, dopo che questi aveva lasciato Termoli, il Vescovo nel parco della villa, presso l'edicola dell'Immacolata, tracciò con il bastone sul terreno la lettera "T" e chiese al visitatore di indovinare il nome che con quella iniziale egli aveva in animo di scrivere. Il sacerdote esitò, fingendo di non capire. Ed Egli: "Non capisci? La parola è Termoli, che io porto scolpita nel cuore". Il 17 novembre 1964 la sua salma giungeva a Termoli, accolta nei pressi della “Madonnina” (che Mons. O.Bernacchia aveva benedetta nell’anno mariano 1954) dal Vescovo Mons. Giovanni Prodi, dal Sindaco Girolamo Lapenna, da altre autorità civili e religiose, e da una folla trabocchevole di termolesi. Il feretro fu quindi portato a spalla, dai marinai, fino alla piazza della Cattedrale, dove Mons. D’Agostino che era stato coadiutore di Mons. O.Bernacchia negli ultimi anni del suo pontificato, prese la parola per ricordare i suoi filiali rapporti con Bernacchia e per formulare il voto che il retaggio delle opere e degli esempi di tanto maestro fosse degnamente custodito e servisse a ravvivare la fiaccola di quei santi ideali per cui O.Bernacchia nobilmente aveva speso gli anni della sua vita.
Il commosso e silenzioso pellegrinaggio del popolo, per rendere omaggio al feretro del concittadino per elezione, durò la notte ed il mattino successivo. Nel pomeriggio la salma fu tumulata nella Cattedrale vicino a quella dei vescovi predecessori ed a quella dei Santi Patroni, S.Timoteo e San Basso. Si compiva così il desiderio e la richiesta che Mons. O.Bernacchia aveva manifestato nell’atto di commiato dalla sua amata città, il giorno 11 maggio 1962. A Oddo Bernacchia il Comune di Termoli ha dedicato una scuola.
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