Cleofino Ruffini
(10.12.1922 - 21.08.1942)

Nato da Donato Ruffini, impiegato delle Ferrovie dello Stato, e da Concetta Mucci, fratello di Antonio e di Maria, perde il padre, in un tragico incidente sul posto di lavoro, all'età di sei anni. L'abitazione paterna era in via Frentana, ora Via Cleofino Ruffini.

Cleofino è il "re di Termoli"; allegro, spassoso, piacevolmente burlone, leader e generosissimo con gli amici. I suoi compagni lo ricordano come un ragazzo di straordinaria vitalità, pronto a prodigarsi per gli altri. Quest'indole buona lo accompagna per tutta la sua esistenza, con un'istintiva tendenza "a dare".

A 17 anni si arruola volontario in Marina. Maria, la sorella minore di Cleofino, racconta la fierezza e la gioia del fratello nel giorno della decisione.

Il 21 agosto 1942, alle ore 16,10, il cacciatorpediniere "Ciclone", sul quale è imbarcato Cleofino, nella sua prima missione, in qualità di cannoniere armaiolo, viene attaccato da unità nemiche presso Corfù.

Nel corso del combattimento, sebbene ferito gravemente da una scheggia, Cleofino continua stoicamente a ricaricare l'arma, proseguendo l'azione di guerra e consentendo, col suo eroico gesto, la salvezza dell'imbarcazione e degli altri marinai.

Al rientro nel porto, nonostante il ricovero in ospedale ed un intervento chirurgico, Cleofino muore il 21 agosto 1942, per le ferite riportate.

Gli viene conferita la medaglia d'argento al valor militare e la croce di guerra.

Nel 1952 il Comune di Termoli gli intitola la via Cleofino Ruffini, già via Frentana.

Nel maggio del 1955 le spoglie mortali di Cleofino arrivano a Termoli accolte con gli onori civili, militari e religiosi.


Informazioni e foto tratte da "SUI GENERIS"
Periodico bimestrale di varia umanità
n.5, anno 3 - gennaio/aprile 2005