Antonio Ruffini
(16.04.1821 - ? )

Nato da Donato Ruffini, impiegato delle Ferrovie dello Stato, e da Concetta Mucci, fratello di Cleofino e di Maria, perde il padre, in un tragico incidente sul posto di lavoro, all'etą di sette anni.

L'abitazione paterna era in via Frentana, l'attuale via Cleofino Ruffini, dal nome dell'eroico fratello.

Antonio era taciturno, amante dello studio; sobrio ed attento in ogni atteggiamento esteriore.

All'etą di otto anni si trasferisce presso il Convitto Nazionale di Veroli, in provincia di Frosinone, dove, sempre promosso col massimo dei voti, rimane fino alla maggiore etą.

All'etą di 19 anni si iscrive all'Universitą Orientale di Napoli. Il 13 dicembre 1941 annuncia alla famiglia la ricezione della cartolina precetto.

Divenuto ufficiale dell'esercito, viene destinato a Capo d'Istria.

Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, di Antonio si perdono notizie dirette, ma lettere e testimonianze provano che l'Ufficiale Antonio Ruffini non ha la minima intenzione di disertare e vuole compiere fino in fondo il suo dovere di uomo e militare.

Egli non fugge a Termoli, come avrebbe potuto, ma rimane a Capo d'Istria. Trova rifugio, insieme all'Ufficiale Renato Catiglione Morelli ed al suo attendente Arturo Russo nella cantina del dott. Nobile, sindaco della cittą.

Ma la mattina del 23 marzo dell'anno seguente un manipolo di partigiani slavi fa irruzione nell'abitazione prelevando i tre militari.

Antonio Ruffini quasi certamente fu vittima delle foibe.


Informazioni e foto tratte da "SUI GENERIS"
Periodico bimestrale di varia umanitą
n.5, anno 3 - gennaio/aprile 2005